MiTo | Festival International de Musique à Turin Mercredi 16 septembre 2009 | 21h
Salle Piccolo Regio Giacomo Puccini
Gênes Jeudi 17 septembre 2009 | 21h
Teatro Carlo Felice
Andrea Liberovici(Italie) La transparence de la parole par Primo Levi | PREMIÈRE MONDIALE | Commande du festival MiTo
pour souligner le 90ème anniversaire de la naissance de Primo Levi
Musique | vidéo | électronique : Andrea Liberovici Texte : Emilio Jona avec la collaboration du Controluce Teatro d'Ombre
Jonathan Harvey (Angleterre) Sringara Chaconne | 2008 Commande conjointe GMEM de Marseille | NEM
Denys Bouliane (Canada) Rythmes et échos des rivages anticostiens | PREMIÈRE MONDIALE | Commande du NEM
Visionnez la vidéo du NEM interprétant La transparence de la parole par Primo Levi d'Andrea Liberovici, à Gênes.
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Ci-dessous un article de presse en italien relatif au concert du 16 septembre à Turin paru dans le journal Il Manifesto :
* TAGLIO MEDIO | di Giampiero Cane - TORINO
FESTIVAL MITO Liberovici mette in musica testi di Primo Levi Al Piccolo Regio di Torino, per il festival musicale che unisce Torino e Milano con la sigla MiTo, e quella successiva, a Genova, al Carlo Felice è andata in scena La trasparenza della parola, uno spettacolo con la musica di Andrea Liberovici, per un libretto di Emilio Jona, liberamente tratto da testi di Primo Levi. Ha una storia lunghissima quest'opera, ché ad essa avevano pensato Jona e SergioLiberovici, padre di Andrea, un anno dopo la morte dell'autore di Se questo è un uomo, ma che nel 1988 rimase allo stato di progetto. Il libretto era già scritto, ma la musica non fu composta perché i committenti si ritirarono dall'impresa. Era concepita come una cantata e, probabilmente, ne sarebbe risultata una composizione affatto diversa da quella realizzata da Andrea.. A Torino s'è assistito alla prima assoluta, in occasione dei novant'anni dalla nascita di Primo Levi. Quel che ha fatto Andrea è stato di ritrasformare il testo che era scritto per essere cantato in frammenti da leggere. Tolte pochissime parole che sul finire dell'opera vengono fatte ascoltare da un coro, registrato, di voci infantili, il testo di Jona, da Levi, è tutto proiettato, dunque, se si vuole, si può leggere. Non saprei se il musicista abbia pensato a Joseph Kosuth per questa soluzione, ma di fatto si percepisce immediatamente una vicinanza, che è in parte sostenuta anche dalla musica che avvolge una scena piuttosto buia, così come minimale, quasi statica. Un piccolo richiamo, tra i primi suoni al Morton Felman di una sessantina d'anni fa, al pezzo che s'intitola, se la memoria non falla, Christian Wolff in Cabridge, ci dice dell'attenzione di Liberovici per quell'avanguardia statunitense (Wolff però era d'origine francese) per l'arte come non-rappresentazione, non-variazione o non-traduzione dalle immagini della vita. In scena ci sono gli strumentisti del canadese Nouvel Ensemble Moderne, diretti da Lotrraine Vaillancourt, che fanno a gara per smaterializzare il suono. Pur se l'autore ritiene che all'efficacia di una pagina musicale sia indispensabile una struttura drammaturgica, nell'occa sione questa musica ascoltata nella prima esecuzione assoluta, questa drammaturgia è del tutto astratta, non connessa con le frasi di Levi che scorrono proiettate, non con un'azione che non c'è. È tutto molto sospeso, ma ben raccolto, ben tenuto insieme, essenziale. Il pubblico, a Torino, ha accolto la performance con grandi applausi, ma il pezzo probabilmente è destinato a modificarsi. Andrea Liberovici ce ne parla come di uno status di una pagina in progress. Naturalmente non possiamo sapere se e come deciderà di intervenire, ma a noi pare che vada benissimo così.. Che non ci siano cantanti dal vivo va benissimo e le voci infantili che sul finire appaiono fanno un po' l'effetto di un ammicco allo Stockhausen del Gesang, così come, insieme, richiamano alla memoria le raggelanti immagini dei bambini biondi, occhi chiarissimi, alieni di un vecchio bel film di Losey, Messaggero d'amore...